AVERSA 150MQ

  • mercato
Apartament Renovation
  • TIPOLOGIA

Interior Design

  • TARGET

Privati con interesse nel rinnovare la propria abitazione

  • TEAM DI LAVORO

1 Architect

  • stato di avanzamento

INTERIOR RENOVATION DESIGN

  • INTERIOR RENOVATION DESIGN​

Perché questo crescente interesse per la casa? Perché è il nostro spazio personale, lo spazio degli affetti, il nostro mondo segreto, che possiamo aprire a chi vogliamo. “La casa è dove c’è il cuore”, ha intitolato il suo libro l’interior designer britannica Ilse Crawford che passa poi a definirla, in un’opera recente, “Un cornice per la vita”, dove è ritratta in copertina con il marito nella sua casa londinese.

Per raggiungere questa “intimità” andando in contro alle esigenze del committente, il progetto si propone l’obiettivo di eliminare il superfluo e realizzare ambienti ampi e puliti, abrogando tutte le impurità esistenti, modificando gli spazi in basi alla sagoma esistente dell’edificio.

Per capire quali sono oggi le tendenze dell’abitare bisogna fare un passo indietro e guardare alle planimetrie delle case degli appartamenti progettati in Italia tra gli anni ’50 e ’60, nel secondo dopoguerra, periodo della ricostruzione e del boom economico.
Alla netta distinzione tra zona giorno, zona notte e locali di servizio si accompagna l’importanza data alla sala (composta da pranzo più salotto, il cosiddetto salotto buono), seguono le camere (spaziose) e l’eventuale studio con, a corollario, gli spazi considerati di servizio, come la cucina (a volte con cucinotto separato per la preparazione dei cibi) e i bagni. Tutti gli ambienti sono interconnessi da un complicato sistema di ingresso (vero e proprio biglietto da visita del proprietario/i), corridoi di disimpegno, anticamere e antibagni. La distribuzione dei locali rispecchia lo spirito del tempo: l’idea di avere uno spazio di rappresentanza nella zona giorno, la massima privacy nella zona notte, e celare le attrezzature legate alle attività domestiche (dalla pulizia al cucinare) negli ambienti di cucina e ripostiglio.
Questo schema si è mantenuto inalterato (salvo eccezioni) fin verso la metà degli anni ’70 quando sono arrivate anche in Italia le istanze di libertà dei loft newyorchesi, le case-atelier di artisti e creativi tra Manhattan e Brooklyn: edifici ex industriali con volumi indivisi, dagli alti soffitti, ristrutturati per uso abitativo. Erano spazi multifunzionali che accoglievano un lifestyle diverso, non formale, più casual, non di rappresentanza, senza frattura tra attività ludiche/di intrattenimento/convivialità/lavoro/riposo.

Ci sono infatti voluti quasi 50 anni per sdoganare la cucina dal suo ruolo di ambiente di servizio, farla diventare parte integrante del soggiorno, del grande living ora protagonista della casa: un ambiente multifunzionale dove si preparano i pasti, spesso insieme agli altri, siano essi familiari o amici, ci si siede a pranzo o a cena intorno al quel bancone o a quel tavolo dove fino a poco prima si è lavorato al pc o consultato tablet, e dal tavolo si passa liberamente a divani e poltrone per conversare, ascoltare musica, seguire film.
Anche il bagno non è più un locale di servizio di secondaria importanza: l’attenzione per trasformarlo in un ambiente dove prendersi cura del proprio benessere psico-fisico è sempre più alta e gli spazi si dilatano per accogliere docce e vasche dalle molteplici caratteristiche.
In camera non si trascorrono solo le ore notturne, ma anche momenti di lavoro o svago grazie al Wifi e a apparecchi elettronici sempre più compatti e a attrezzature per il fitness quotidiano.

MARKET

Per capire quali sono oggi le tendenze dell’abitare bisogna fare un passo indietro e guardare alle planimetrie delle case degli appartamenti progettati in Italia tra gli anni ’50 e ’60, nel secondo dopoguerra, periodo della ricostruzione e del boom economico.
Alla netta distinzione tra zona giorno, zona notte e locali di servizio si accompagna l’importanza data alla sala (composta da pranzo più salotto, il cosiddetto salotto buono), seguono le camere (spaziose) e l’eventuale studio con, a corollario, gli spazi considerati di servizio, come la cucina (a volte con cucinotto separato per la preparazione dei cibi) e i bagni. Tutti gli ambienti sono interconnessi da un complicato sistema di ingresso (vero e proprio biglietto da visita del proprietario/i), corridoi di disimpegno, anticamere e antibagni. La distribuzione dei locali rispecchia lo spirito del tempo: l’idea di avere uno spazio di rappresentanza nella zona giorno, la massima privacy nella zona notte, e celare le attrezzature legate alle attività domestiche (dalla pulizia al cucinare) negli ambienti di cucina e ripostiglio.
Questo schema si è mantenuto inalterato (salvo eccezioni) fin verso la metà degli anni ’70 quando sono arrivate anche in Italia le istanze di libertà dei loft newyorchesi, le case-atelier di artisti e creativi tra Manhattan e Brooklyn: edifici ex industriali con volumi indivisi, dagli alti soffitti, ristrutturati per uso abitativo. Erano spazi multifunzionali che accoglievano un lifestyle diverso, non formale, più casual, non di rappresentanza, senza frattura tra attività ludiche/di intrattenimento/convivialità/lavoro/riposo.

Ci sono infatti voluti quasi 50 anni per sdoganare la cucina dal suo ruolo di ambiente di servizio, farla diventare parte integrante del soggiorno, del grande living ora protagonista della casa: un ambiente multifunzionale dove si preparano i pasti, spesso insieme agli altri, siano essi familiari o amici, ci si siede a pranzo o a cena intorno al quel bancone o a quel tavolo dove fino a poco prima si è lavorato al pc o consultato tablet, e dal tavolo si passa liberamente a divani e poltrone per conversare, ascoltare musica, seguire film.
Anche il bagno non è più un locale di servizio di secondaria importanza: l’attenzione per trasformarlo in un ambiente dove prendersi cura del proprio benessere psico-fisico è sempre più alta e gli spazi si dilatano per accogliere docce e vasche dalle molteplici caratteristiche.
In camera non si trascorrono solo le ore notturne, ma anche momenti di lavoro o svago grazie al Wifi e a apparecchi elettronici sempre più compatti e a attrezzature per il fitness quotidiano.

Il complesso residenziale, di cui l’appartamento fa parte, è stato realizzato agli inizi degli anni 70’, lo stabile, avente accesso pedonale da un ampio androne/ porticato è costituito da strutture portanti con intelaiatura di pilastri e travi in C.A., nonché solai di tipo latero-cemento. Allo stato attuale l’appartamento in esame si presenta in discreto stato di conservazione e manutenzione, con materiali, rifiniture ed impianti tecnologici inadeguati ed obsoleti. La superficie complessiva dell’intero appartamento è di 146.00 mq circa mentre la sua altezza interna è di 3.00 mt.
Allo stato di fatto, l’unità abitativa si sviluppa su un unico livello con una divisione degli spazi interni così distribuiti:

  • ingresso principale pari a circa 24.50 mq,
  • salone di 34.60 mq circa,
  • disimpegno per circa 2.90 mq,
  • cucina di 16.80 mq circa,
  • tre stanze da letto rispettivamente di 19.00 mq, 16.00 mq, 18.20 mq circa,
  • due bagni di circa mq 5.30 e mq 3.60,
  • ripostiglio di 4.90 mq circa .
  • L’immobile risulta essere nel complesso circa 146,00 mq.

rilievo

Il complesso residenziale, di cui l’appartamento fa parte, è stato realizzato agli inizi degli anni 70’, lo stabile, avente accesso pedonale da un ampio androne/ porticato è costituito da strutture portanti con intelaiatura di pilastri e travi in C.A., nonché solai di tipo latero-cemento. Allo stato attuale l’appartamento in esame si presenta in discreto stato di conservazione e manutenzione, con materiali, rifiniture ed impianti tecnologici inadeguati ed obsoleti. La superficie complessiva dell’intero appartamento è di 146.00 mq circa mentre la sua altezza interna è di 3.00 mt.
Allo stato di fatto, l’unità abitativa si sviluppa su un unico livello con una divisione degli spazi interni così distribuiti:

  • ingresso principale pari a circa 24.50 mq,
  • salone di 34.60 mq circa,
  • disimpegno per circa 2.90 mq,
  • cucina di 16.80 mq circa,
  • tre stanze da letto rispettivamente di 19.00 mq, 16.00 mq, 18.20 mq circa,
  • due bagni di circa mq 5.30 e mq 3.60,
  • ripostiglio di 4.90 mq circa .

L’immobile risulta essere nel complesso circa 146,00 mq.

“Less is more” cioè “meno è meglio”, è un po’ il mantra creativo quando si realizzano dei contenuti. semplici, chiari ed efficaci. L’idea di progetto è quello di eliminare il superfluo e realizzare ambienti ampi e puliti, abrogando tutte le impurità esistenti, modificando gli spazi in basi alla sagoma esistente dell’edificio. Ambienti illuminati e soleggiati, dove anche le partizioni secondarie, sono illuminate da luce indiretta. I controsoffitti accentuano la purezza delle forme semplici, perimetrando gli ambienti e contrassegnando le funzionalità in base alla loro differenza di altezza. In base al principio di purezza prefissato, i pavimenti del tipo grande formato (90×90), di color grigio cemento, sono stati posati cercando di eliminare la maggior parti delle’ fughe, creando un ingresso pulito e senza imperfezioni e interruzioni. L’effetto grigio cemento è stato voluto per accentuare il contrasto con le pareti e gli elementi verticali (porte e battiscopa) che sono rimasti di un color bianco crema.

PROJECT

“Less is more” cioè “meno è meglio”, è un po’ il mantra creativo quando si realizzano dei contenuti. semplici, chiari ed efficaci. L’idea di progetto è quello di eliminare il superfluo e realizzare ambienti ampi e puliti, abrogando tutte le impurità esistenti, modificando gli spazi in basi alla sagoma esistente dell’edificio. Ambienti illuminati e soleggiati, dove anche le partizioni secondarie, sono illuminate da luce indiretta. I controsoffitti accentuano la purezza delle forme semplici, perimetrando gli ambienti e contrassegnando le funzionalità in base alla loro differenza di altezza. In base al principio di purezza prefissato, i pavimenti del tipo grande formato (90×90), di color grigio cemento, sono stati posati cercando di eliminare la maggior parti delle’ fughe, creando un ingresso pulito e senza imperfezioni e interruzioni. L’effetto grigio cemento è stato voluto per accentuare il contrasto con le pareti e gli elementi verticali (porte e battiscopa) che sono rimasti di un color bianco crema.

L’appartamento, per esigenze diverse del Committente, è stato così ripartito:

  • ingresso principale pari a circa 23.20 mq
  • salone di 35.80 mq circa
  • cucina di 12.00 mq circa
  • tre stanze da letto rispettivamente di 13.40 mq, 14.10 mq, 20.20 mq circa
  • due bagni di circa mq 7,20 e mq 5.20
  • ripostiglio di 3.80 mq circa
  • corridoio di circa 6.00 mq
  • cabina armadio di circa 5.10 mq.

I lavori sono stati visionati e seguiti per tutto l’arco temporale delle opere, da quelle delle demolizioni, passando per l’impiantistica, controsoffitti, scelta dei materiali e degli accessori occorrenti per l’intero appartamento.

EXECUTIVE

L’appartamento, per esigenze diverse del Committente, è stato così ripartito:

ingresso principale pari a circa 23.20 mq
salone di 35.80 mq circa
cucina di 12.00 mq circa
tre stanze da letto rispettivamente di 13.40 mq, 14.10 mq, 20.20 mq circa
due bagni di circa mq 7,20 e mq 5.20
ripostiglio di 3.80 mq circa
corridoio di circa 6.00 mq
cabina armadio di circa 5.10 mq.
I lavori sono stati visionati e seguiti per tutto l’arco temporale delle opere, da quelle delle demolizioni, passando per l’impiantistica, controsoffitti, scelta dei materiali e degli accessori occorrenti per l’intero appartamento.

CONSULENZA

RILIEVO LOCATION

CONCEPT DESIGN

PROGETTAZIONE

ESECUZIONE

  • il team di lavoro